Non aveva mai visto il mare
Non aveva mai visto il mare, eppure lo poteva sfiorare con l’immaginazione, immergervisi dentro come un pesce e nuotarvici come un giovane delfino. Tutto questo accadeva nella vasca da bagno il mercoledì, giorno di pulizia, di ristoro e di faccende domestiche.
La scuola andava e non andava, l’insegnante gli aveva annunciato la mattina stessa che il giorno seguente si sarebbe svolto il tema. “Un momento importante della tua vita”, voleva il titolo. Fu così che riprese dopo anni, forse secoli dallo scaffale quel tomo (a lui pareva immenso, in realtà erano meno di centocinquanta pagine) e prese a sfogliarlo. Era “La ricerca dell’Assoluto” di Balzac. Aveva ancora i capelli umidi del bagno, ed uno spiffero disturbava la sua nuca come sottili dardi di ghiaccio, mentre rileggeva le parti sottolineate chissà quanto tempo fa da chissà chi.
Socchiuse la finestra, l’inverno parigino era oramai alle porte, e non mancava di bussare insistentemente al calare del sole.
Resta il fatto che il tema andò davvero male. Era l’ultima chance, prima del termine del semestre, annunciò la settimana prima la maestra. I genitori non la presero bene. Lui giurò di non aver copiato quella frasona altisonante con cui concluse il testo, ma nessuno gli credette.
Aveva anche beccato sua madre baciare un altro, un tipo alto e baffuto, un giorno che aveva bigiato, e la cosa lo scosse un po’. Fu così che iniziò a diventare un problema. E più diventava un problema, ’sto ragazzino, più faceva il problematico. Sempre in castigo dietro alla lavagna, insomma. Iniziò a rubacchiare qua e là, anziché presentarsi a lezione. Sognava di scappare con i soldi della ricettazione.
Finì in riformatorio.
Prese diversi sberloni, e le visite erano molto rare. La psicologa gli rivolse numerose domande sulla sua attività sessuale. Tutto questo lo mise in estremo imbarazzo.
Un pomeriggio prese la sua decisione. Durante una partitella al campo dell’istituto, sgattaiolò sotto la rete e iniziò a correre. Sapeva di essere seguito, tallonato, ma a lui non importava. Corse fintanto che la forza delle gambe non venne meno, quando la sua meta fu raggiunta.
Aveva, per la prima volta nella sua giovane vita, raggiunto il mare.
Lo mirò, da vicino, per un istante che parve infinito.
Si girò poi con orgoglio verso i suoi aguzzini, ed in silenzio pianse.
-
Testo liberamente ispirato a “Les quatre-cents coups” di François Truffaut. Francia 1959
PornoSbronze 2008-2011 © Riproduzione Riservata