Lo spazzolino da denti
C’è un fantasma, o qualcosa del genere, che si lava i denti con il MIO spazzolino tutte le sere. Io arrivo in bagno, e trovo lo spazzolino bagnato fradicio e il dentifricio spalmato malamente sul lavandino, proprio a tocchi. Si vede che questo fantasma lo fa cadere.
Questo maledetto.
A me fa schifo l’idea di lavarmi i denti con uno spazzolino usato dagli altri. Usato da un fantasma. Sono già tre settimane che capita questa cosa. Non so cosa fare. Sono un po’ spaventato. Non che abbia il terrore, ma sai. Insomma voi come vi comportereste? Ho provato ad analizzare ben bene lo spazzolino bagnato. Non mostra segni particolari, è solo umido e spelacchiato, come uno spazzolino da denti appena utilizzato. Capita tutte le sere verso mezzanotte, che me ne accorgo e mi incazzo come una bestia. Dopo essermene accorto, ho iniziato a lavarmi i denti con lo spazzolino di mia madre.
Io ho quindici anni, e mi chiamo Nicola. Abito in un bilocale vicino al centro di Milano, in Via della Moscova. In Brera, capito no? Dove passa la verde.
Abito con mia madre.
Il ventiduesimo giorno mi sono girati i coglioni a elica, perché oltre che lo spazzolino da denti bagnato, oltre al dentifricio spappolato sul lavandino, ho anche trovato il cesso pisciato fuori.
Abito con mia madre e mia madre non può pisciare fuori, eh no.
C’è qualcuno, uno spirito, che si lava i denti con il mio spazzolino, che sporca il lavandino e piscia il cesso.
Che noia.
Che fastidio.
Io non so più cosa fare.
Il cesso è Richard Ginori. Anche i cessi delle elementari erano Richard Ginori. Anche il bidet è Richard Ginori. Quando ho accompagnato mia madre a votare l’anno scorso alla mia vecchia scuola sono andato in bagno e i cessi mi sembravano quelli dei nani. Erano micro.
Micropiccoli.
Minuscoli!
Allora ho pensato: dio sto diventando proprio un vecchio.
Allora sai cosa ho fatto? Ho pisciato nel lavandino, che era ad un’altezza più accessibile. Nessuno mi ha visto e io mi sono sentito un punk a pisciare nel lavandino dei cessi delle elementari. Mi sono sentito come importante. Come il capo della scuola che non sono mai stato. A scuola c’erano i capi che avevano la nostra età ma venivano da famiglie disastrate e ci picchiavano sempre.
Loro erano mafiosi.
A me non feriva tanto l’essere picchiato, quanto l’essere preso in giro davanti a tutti. Mi pigliavano sempre in giro perché mia madre mi metteva LE BRETELLE. LE BRETELLE mi hanno rovinato la vita quando ero alle elementari. Una volta a Fede hanno rotto un braccio perché aveva le scarpe di Barbie. Ora, voglio dire, le scarpe di Barbie! Un bambino non può mettersi le scarpe di Barbie. Fede se l’è meritato, quel gesso al braccio. Io no, perché le bretelle mica erano da femmina, le scarpe di Barbie si.
Una volta all’intervallo alle elementari abbiamo iniziato a sputarci i faccia. Le maestre si sono incazzate come quando si sono accorte che facevamo le sporcacciate sotto il banco.
Bei tempi quelli.
Alle elementari non pisciavo nel lavandino perché anche volendo non ci sarei arrivato. Ora ci arrivo.
Dio sto diventando proprio un vecchio.
L’altra sera sono andato a casa di Pietro che abita da me al secondo piano e abbiamo visto un porno. Era un porno che iniziava con una tipa che CASUALMENTE rimaneva sola in casa perché il marito doveva andare via per lavoro come un mese. Così lei era tutta sola a casa, e non sapendo cosa fare (perché lei non lavorava, era una casalinga) inizia a sditalinarsi pensando a non so cosa. Però in quel momento arriva il tipo del gas per un controllo e dalla finestra vede questa GRAN FIGA (di trent’anni) toccarsi voracemente la sua cosina rasata. Salta anche fuori un vibro. Insomma sto tipo del gas tira fuori l’uccello da dietro la finestra (senza farsi vedere) e si inizia a segare. Lei lo vede ma non dice niente. Poi scopano come due pazzi.
Abbiamo bevuto due birre e fumato dieci sigarette in due (speriamo che mia madre non se ne accorga). Il porno era del padre di Pietro.
La cosa che mi manda in trip è pensare che quando vedo un film porno con diciamo due protagonisti, alla fine sono sempre in di più perché c’è sempre il regista. Secondo me per girare i film porno dovrebbero mettere delle telecamere nella stanza e uscire tutti tranne chi deve fare quelle cose lì, così li lasciano in pace. Le pornostar si sentono osservate allora fingono. Ecco, se penso a sta cosa mi viene male. È come scopare con uno che ti guarda di fianco. La telecamera è un occhio e ti guarda. Anche se non sono mai andato a letto con una (anzi si ma non abbiamo fatto quella cosa lì), mi darebbe fastidio. Forse gli attori porno guadagnano tanti soldi perché sono bravi a mascherare proprio questa cosa dell’essere osservati.
Quando abbiamo finito col porno sono tornato a casa. Il fantasma non si era ancora lavato i denti, così ho preso lo spazzolino (marca Mentadent), l’ho inumidito sotto l’acqua e l’ho intinto in un barattolo quasi pieno di veleno per topi (è una polvere color ruggine, ha un odore forte e sporca le mani come la paprika). Voglio vedere chi la scampa, stavolta.
Hanno trovato mio nonno Patrizio morto sul cesso mentre cagava.
Si era appena lavato i denti.
Cristo ho ucciso mio nonno.
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