Il cinema non paga
È un mercoledì pomeriggio qualsiasi, dilaniato dal caldo soffocante di un giugno mai così afoso da secoli. Giada guarda pensierosa MTV dove trasmettono un video dei Black Eyed Peas pieno di donne nude e neri con occhialoni da mosca. Il divano è bollente, quasi bagnato, e piccoli grani di polvere si appiccicano come minute creature aliene alle braccia sudate della ragazza, mentre un piccolo spiffero di aria fresca trapassa il salotto per spirare in cucina. Diciassette anni, alta, bionda, dalla capigliatura corta e arruffata. Un’espressione severa negli occhi, l’espressione di chi ha sofferto ma non ha per nulla voglia di raccontartelo. Non le è mai piaciuto molto studiare, ma Giada la sa lunga, molto lunga, così con la scuola non ci sono mai stati grossi problemi. Sente una lieve e regolare vibrazione proprio in prossimità del sedere, si scosta malvolentieri. È il cellulare, la sua amica Arianna che la cerca.
Esita un attimo, poi risponde.
-
“Siiiii…” attacca Giada controvoglia.
-
“Tesoro, come stai? Allora, promossa anche quest’anno! Non sei contenta?
-
“Chiaro che sono contenta. A te come è andata?”
-
“Due debiti, come al solito. Però dai, alla fine l’importante era passare no?”
-
“Certo. Che fai?”
-
“Sono qui a casa a morire di caldo”
-
“Pure io”
-
“Ti andrebbe di fare un giro in centro? Dai, su. Un gelato e quattro chiacchiere. Alla fine siamo in vacanza!”
Per un attimo Giada pensa seriamente di non accettare l’invito. Fuori fa un caldo cane, anche se, è vero, non può stare a marcire sul divano tutta l’estate.
-
“Ci può stare, dai”
-
“Alle quattro davanti a Mondadori?”
-
“Ok, andata”
Giada chiude la chiamata e, per un istante, fissa il display del suo telefono. “Lo devo cambiare”, pensa. Raccoglie le forze e, in un attimo di concentrazione, scatta sull’attenti dal divano direzione doccia. Giada è una di quelle ragazze un po’ così, con la testa tra le nuvole. Ascolta musica alternativa, e gioca a fare la ribelle. In fondo lo sa anche lei, che questo è solo un modo come un altro per darsi un tono, o forse per mascherare la sua vera essenza al mondo terribile che la circonda.
***
Pantaloni estivi e t-shirt chiara. Sembrano due sorelle quando, alle sedici e cinque, le dure ragazze si incontrano in quel di Piazza del Duomo. L’ampio spiazzo è popolato dai consueti PICCIONI e dai CINESI che scattano una foto dopo l’altra. I CINESI si portano anche il Manfrotto da mille euro in borsa, per fare le foto diritte. Piuttosto rinunciano al vestiario di prima necessità, ma il treppiede se lo portano SEMPRE. Bisogna però fare una piccola distinzione etnica. Quelli con il Manfrotto potrebbero essere Giapponesi, ma che ne so, sembrano tutti uguali, magari sono cinesi coi soldi. Una cinese al centro del piazzale è presa benissimo perché un marocchino le mette i piccioni addosso per una foto. Il suo compagno sorride mentre cerca la messa a fuoco ottimale.
- “Ora, voglio dire, I PICCIONI ADDOSSO!” esclama Arianna. “Forse i piccioni sono un animale sacro per gli orientali. Oppure gli orientali hanno degli anticorpi grossi come palline da golf. Temo che la cinese in questione la sua bella foto coi PICCIONI se la vedrà per bene dal letto della terapia intensiva.”
Giada ha la testa fra le nuvole e non segue con molta attenzione le elucubrazioni socio-mediche dell’amica. Pensa infatti che ha voglia di un bel gelato fresco.
- “Gelato?”
- “Yep! Andiamo dal Lucio che ha dei gusti spettacolo. Pensa che ha anche il gusto MELANZANA! Poi ha anche puffo si dai quelle stronzate lì”
- “Veramente pensavo a qualcosa tipo fiordilatte melone banana. Mi sembra un po’ presto per la caponata di ortaggi.”
-
“A proposito, hai sentito di Ciccio? Pare l’abbiano bocciato di nuovo. Ora farà il solito ricorso al TAR che perderà, proprio come l’anno scorso. Il casino è che ora l’hanno steccato due volte, e dovrà lasciare questa scuola. Un po’ mi dispiace ma sai, forse se l’è cercata. L’ultimo mese di scuola veniva tre ore a settimana. Voglio dire, se una minima ti fai vedere è un conto, ma se te ne freghi non puoi mica lamentarti. Cazzo io non capisco, insomma, dai, un piccolo sforzo. Alla fine ne aveva tre sotto, non era mica irrecuperabile, il ragazzo. Chi è artefice del proprio male pianga se stesso. In proposito, hai visto i compiti delle vacanze? Quella BALDRACCA della De Bon ci ha dato CINQUE LIBRI. Quando cazzo li studio io, cinque libri? Quella è pazza. Non se ne va mai in pensione? Ha cento anni! Si ma questa me la paga. Mi scarico i riassunti, questo è poco ma sicuro. Vacanze? Io vado con Tommy a Rimini, due settimane, le centrali di agosto. Sarà uno spettacolo. Io Tommy lo amo da morire. Non è adorabile? Poi è uno serio ma con stile. Si è il primo uomo che conosco che ha la testa sulle spalle. Giada, anche tu dovresti fidanzarti con uno tipo Tommy. Non è così? Si ti ci vedo proprio. Devo farti fidanzare, così la smetti di ammazzarti di paranoie e cannoni. Uno che ti porti in giro, con la macchina. L’altra sera siamo andati al cinema a vedere un film in 3D. Sai dove? A MELZO! A Melzo c’è il cinema più bello di tutti. Nei momenti di paura le sedie VIBRANO! Spettacolo! Poi in tangenziale abbiamo scannato alla grande. Paura! Giada? Giada mi stai ascoltando?”
-
“Si chiaro, Melzo cinema Tommy.”
-
“Allora, hai deciso?”
-
“Si, melanzana e tortellini”
-
“?”
Via Dante scorre rapida tra sconosciuti e stranieri in vacanza. Il gelato si scioglie ad una velocità innaturale. Inutile negarlo. L’effetto serra sta combinando un gran bel casino, con il clima, la gente se ne accorgerà, prima o poi, mangiando gelati. In prossimità dell’ingresso del parco Sempione, le due ragazze vengono attratte da un ragazzo alto e moro, dai tratti mediterranei, che sta facendo volantinaggio poco distante. È a pochi metri sulla loro strada e, una volta raggiunto, le due sfoggiano un sorriso ebete nella sua direzione.
- “Ragazze, avete un minuto?” Fa il ragazzo passando il volantino.
- “Certo! Di cosa si tratta?” Attacca Arianna.
- “Ragazze, non potete farvelo scappare. C’è questo nuovo posto. Un posto misterioso, ricco di avventura. È il posto dei vostri sogni e dei vostri incubi. Laggiù troverete la risposta a tutte le vostre domande, in un delirio di specchi e nani da giardino. Troverete rompicapi irrisolvibili e fate, l’illuminazione, il vostro destino. Non posso dirvi altro, ma su una cosa state sicure: non ve ne pentirete!” Fa il ragazzotto con fare pomposo.
- “Beh, grazie mille! Dai Giada andiamo!? Andiamo al luna park? Dai dai dai! Ti prego Giaduzza dai dai dai! Ti prego dai…”
- ”Certo, Arianna, basta che ti calmi.”
***
Luna park. Certo che questo sembra più un ambulatorio medico, piuttosto che un luna park. All’entrata un’elegante ragazza poco più grande di loro, con fare cordiale, le invita ad accomodarsi nella sala d’aspetto. Porta loro un paio di bevande fresche, per conciliare l’attesa. L’odore è proprio quello ambulatoriale. Pareti verdi stinte, una fila di sedie di plastica lungo il perimetro della stanza. La porta che dà sull’esterno si chiude, portando dietro a sé l’ospitale hostess. Le due ragazze restano sole per qualche minuto. Soltanto Giada fiuta la truffa: “questo posto non ha nulla di divertente”, pensa. Le pareti sono costellate di illustrazioni simil futuriste, tipo con alieni, piramidi, roba del genere. L’attesa si fa pesante quando, proprio dalla porta di fronte a loro, vien fuori, addobbato da film d’avventura tropicale, Tom Cruise.
- - “Ma…sei tu? Tu TU TU TU TUUUUUU?” Arianna è sbalordita.
- ”Cazzo” pensa Giada.
-
“Si, sono io. Entrate.” Risponde il divo con un italiano abbozzato.
-
“Forse è meglio se ce la teliamo”
-
“Ma sei fuori? Oh, ciccia, SVEGLIA! Lo vedi anche tu o no, che abbiamo di fronte TOM CRUISE? E quando mi ricapita! Su dai, muoviti!”
-
“Ok”
Le due vengono accompagnate lungo un corridoio che porta ad una porta bianca che dal vetro fa trasparire una luminosissima luce.
- “È lì che ci stai portando?”
- “Si, vi sto portando nella stanza della luce”
- “Figata! La stanza della luce con Tom Cruise! Hai capito, Giaduzza? TOM CRUISE!
- “Si vabbeh.” Fa Giada con disinteresse.
Una volta dentro alla stanza della luce, meglio descrivibile come un grosso cubo di settanta metri quadri con al centro una mega lampada alogena che illumina a giorno l’intero ambiente, le due vengono invitate a sedersi.
Tom Cruise prende la parola con fare gagliardo ma decadente.
- “Sentite, ragazze, qui c’è LA CRISI. Non ho mai visto una roba del genere in tutta la mia carriera. I soldi mancano, poi lo sapete, ora ho una famiglia da mantenere, sta cazzo di bambina, quella deficiente che spende miliardi in vestiti e c’ha pure la depressione. Insomma, avevo bisogno di arrotondare. Poi col cine non è che mi vada molto bene, le nuove leve chiedono meno e piacciono molto di più ai ragazzini. Ok non è che sia proprio a fine carriera, COL CAZZO! Però bisogna dire che qui la situazione è dura. Sai, se sei ricco devi poterti mantenere. Insomma, poi a me chiedere i soldi alle banche è sempre stato sul cazzo. Si ho anche messo quattro lire da parte, ma non ci faccio niente e quella spillasoldi di mia moglie se li ciuccia tutti. Sta depressa del cazzo. Beh dai un piccolo segno nella storia del cinema l’ho anche lasciato. Avete visto Vanilla Sky? Che fisico che avevo. Comunque, vi dicevo che non c’ho più una lira. Povero in canna. Così ho iniziato a lavorare part-time qui. Insomma, lo volete fare sto cazzo di contratto con SCIENTOLOGY? Va che è una figata.”
- “Tom, con tutto il massimo rispetto: vai a pigliarlo in culo”
-
A justtrustmyself è piaciuto
-
postato da pornosbronze
PornoSbronze 2008-2011 © Riproduzione Riservata