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Racconti surreali dalla Milano bene.

Le ossessioni del Dentista Dott. Lorenzi

Sono il Dott. Lorenzi abito a Cernusco sul Naviglio ma sino a ieri sera ho lavorato a Milano vicino a San Siro.

Ho aperto questa clinica odontoiatrica perché volevo fare un mucchio di soldi. La gente ha continuo bisogno di cure, perché il mal di denti è terribile, davvero terribile. Avrei potuto aprire un’attività di pompe funebri, perché la gente muore in continuazione. È un mercato forte, vivo, ma troppo inflazionato. Poi bisogna avere gli agganci con gli ospedali e la cosa non mi andava.

Perché sono un tipo onesto, io.

Così a settembre 2008 ho aperto la clinica odontoiatrica “Sorrisi Perfetti” in zona stadio Meazza. Ho chiesto un finanziamento alla banca che me lo ha dato perché avevo già un po’ di soldi. Le banche danno i soldi a chi ha i soldi. Le banche sono per i ricchi. Se un povero chiede dei soldi, non glieli danno. Le banche sono furbe.

Ho trentotto anni e sono dei gemelli. Volevo sfondare e fare una valanga di soldi. I dentisti guadagnano bene.

Ho studiato medicina e ho fatto tirocinio e tutto. Mi sono spaccato il culo, io. Anni sui libri senza uscire di casa. Mia madre è orgogliosa di me. Mio padre è morto dieci anni fa.

Ieri mi sono svegliato come sempre alle sette, ho bevuto un caffè di moka e ho acceso una sigaretta. Il tempo là fuori era grigio come tutti gli altri giorni, e una leggera nebbiolina iniziava a farsi largo in quest’autunno dal cielo limpido e dal fogliame marrone. Ho camminato fino alla metro verde e sono poi sceso a Lotto cambiando prima in Cadorna.

La mattina sui mezzi leggo romanzi gialli, Lansdale e soci. Mi gasano perché non sai chi è il colpevole sino all’ultima pagina. A volte ho la tentazione di andare in fondo e sbirciare la fine, scoprire il colpevole dell’ennesimo omicidio che fa impazzire Scotland Yard. Non lo faccio mai.

SONO UN TIZIO ONESTO IO.

Di solito in studio delego le operazioni di routine (otturazioni, pulizie, estrazioni) ai miei sottoposti più giovani. Alle mie dipendenze lavorano otto persone, tutte laureate. Cinque sono dentisti e possono operare, tre invece si occupano degli appuntamenti e delle faccende di segreteria. Stefania l’ho assunta per prendere gli appuntamenti ma ogni tanto me la sdraio in ufficio. Questa è una porca con due bocce ad ampio raggio. Ho capito sin dal primo colloquio conoscitivo che tipo era, perché me lo ha ciucciato dopo dieci minuti però non sono venuto. Lei me lo ciuccia quando sono teso perché è comprensiva, perché le piaccio. Sono ancora in forma per via della palestra, ho tutti i capelli e la mia abbronzatura è ben curata.

Prima di andare al lavoro mi lavo l’uccello perché non si sa mai.

Non è per dire, ma il mio uccello è ben messo. A quella piace, per intenderci. Lei non è proprio figa tipo modella, ma è molto porca. Le darei un sette e mezzo sulla fiducia. Una così serve sempre, soprattutto nei momenti di grosso lavoro. Lei non mi ha chiesto mai nulla in cambio. Non sono il tipo che chiede sesso in cambio di favori. A me queste cose disgustano.

Al lavoro sono stimato, tutti mi dicono “Buongiorno Dott. Lorenzi!” quando mi vedono entrare in sala operatoria, con il camice bianco e il passo sicuro. Qui c’è gente che lavora, caro mio. Nonostante io ami il mio lavoro, mi sono accorto di un fatto strano che devo ammettere mi ha spaventato. Insomma che tutti i miei sottoposti, ho notato, avevano la bocca trasandata. Un bel sorriso è un gran biglietto da visita, ma io lo percepivo già da cinquantaquattro giorni circa che loro tutti stavano tramando qualcosa contro di me. Non so bene quale fosse il piano, ma io potevo percepire la loro malignità, la percepivo nei loro sorrisi sempre identici e sgraziati, deformi, cariati. Alle dipendenze di un dentista, senza un minimo di amor proprio, di igiene dentale. Prima non erano così. Prima si curavano. Il loro malessere ha fatto putrefare la loro bocca. Io lo sapevo che questi signori e queste signore marcivano fuori perché stavano marcendo di invidia per la mia posizione di potere e volevano portarmela via.

Non avrei potuto continuare così per molto. No di certo.

Allora sai cosa ho fatto? Ho preso una bella valigetta e l’ho riempita con un bel po’ di quattrini dei lavori che avevo in ballo con lo studio (ponti a vecchiette, otturazioni a mocciosi, ablazione alle MILF). Non so quanti, ma abbastanza da lasciare lo studio in merda piena. Ho ritirato tutto. O quasi tutto. Questi sono I MIEI SOLDI perdio. Sono miei. Loro mi invidiano a morte, mi vogliono rapinare della mia vita, mi vogliono morto.

Non mi restava che fuggire.

Ho preso il secondo aereo disponibile perché il primo volo era sold-out.

Un volo per Cuba.

Fa un gran caldo quaggiù, mi ci dovrò abituare.

L’ho scampata bella.

Ora vi saluto perché c’è il gioco-aperitivo in piscina.

  1. postato da pornosbronze

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