PORNOSBRONZE

Racconti surreali dalla Milano bene.

Anice

Ho sognato che ero in strada ho sognato che stavo vivendo in una scheda del computer rossa. Era tutto così vero e vivido avevo una moltitudine di abilità tra cui:

- saltare come volando facendo dei salti volanti lunghi quasi sei metri

- disegnare benissimo

- fare dei calcoli a quindici cifre subito

- pescare tutti i pesci del mare con una sola esca

Ero felice e succhiavo una Fisherman’s all’anice e liquirizia.

Il sogno era magico il sogno era vero e nitido. 

Vagavo per la città e prendevo la rincorsa per i miei lunghi salti in questa discesa stradale molto ripida e dritta e continuavo a saltare rincorrendo una strada che non finiva mai.

Galleggiando nel vuoto che era rosso  mi sono trovato a dover entrare in un buco sotterraneo che era un club privè e mi innamoravo. Io ero contento e tutto era rosso come se ogni luce del posto avesse una gelatina davanti. 

Con lei sono andato in una casa molto bianca non arredata formata da una stanza solamente con un letto al centro. Mentre ci baciavamo dolcemente lei mi ha chiesto qualcosa che non ricordo, io mi stavo chiedendo “chissà cosa mi ha chiesto” e in quell’istante le quattro pareti si sono scoperchiate e mi sono trovato nel centro di un grande prato in una giornata di sole abbracciato sul matrimoniale alla bellissima creatura.

Mi sono svegliato e ho trovato tutto sfocato.

Il mondo è sfocato.

I sogni sono celesti come carte di caramelle all’anice.

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